Da ex consigliere a QUATTRO CASTELLA,  vorrei parlarvi del castello di Bianello acquistato parecchi anni fa e praticamente mai utilizzato.

Già in fase di acquisto, credo sia stata spesa una cifra spropositata, che ha indebitato tutti i cittadini per anni, soldi pubblici che potevano essere investiti in cose di cui il paese aveva bisogno .

Non contenta, l’amministrazione, ha addirittura pagato del terreno che poi solo dopo 10 anni si è scoperto non essere di proprietà del cedente , e di conseguenza ha dovuto ridare al legittimo proprietario con tutte le spese connesse.

Mi sorge una domanda spontanea, gli uffici pieni di architetti e geometri, nessuno ha fatto una visura catastale di controllo ?

Negli anni sono solo riusciti ad inventarsi il posizionamento di un ristorante ai piedi del castello , ristorante che però non e mai decollato , anche perchè è in piena oasi e di conseguenza SAREBBE  raggiungibile solo a piedi o con mezzi elettrici

Dico SAREBBE perché nonostante i divieti  il comune è assoluto complice delle trasgressioni, addirittura per qualche tempo ai piedi del viale di accesso avevano posizionato un cartello che invitava i clienti del ristorante a salire in auto e veniva fatto divieto a chi saliva in visita al castello (siamo al paradosso)

Questo ristorante non ha mai decollato, prova ne è il fatto che si sono succedute tantissime gestioni, nonostante l’affitto sia una cifra veramente ridicola 

è vero che nel periodo estivo ci sono visite guidate quasi esclusivamente di scolaresche dove chi incassa è la cooperativa che gestisce, non di certo il comune

Qualche anno fa veniva, anche se pur poco, utilizzato anche dal comune, ad esempio per il premio REVERBERI, per la premiazione della gara dei lambrusco, da qualche anno nemmeno quegli eventi si svolgono al castello

Non smettono di spendere milioni di euro per fare una manutenzione scarsa , e per continuare la messa in sicurezza.

La domanda nasce spontanea, non è che tra qualche anno anche il castello di Bianello diventa una cattedrale nel deserto come MONTEFALCONE.

 

Giovanni Canovi

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