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di Alberto Attolini

Nel corso di una serata a dir poco clamorosa, un bagno di folla che ha visto presenti più di 150 persone, Gianluigi Paragone leader di Italexit ha incoronato i quattro super candidati di Reggio Emilia. Erica Romani, Ermanno Sezzi, Simona Zito e Paolo Nicolini sono i magnifici quattro che si andranno a giocare tra poco la competizione elettorale. Nomi ormai ben noti ai reggiani grazie alla presenza capillare dei banchetti elettorali: insieme a una pattuglia di militanti hanno coperto tutto il territorio provinciale, facendo conoscere e apprezzare il programma politico.

Nella serata del 12 settembre, Paragone ha tenuto un breve comizio che ha dato la carica a tutti i presenti. Economia e territorio sono stati gli argomenti oggetto delle riflessioni. Riflessioni al plurale, perché prima del nostro leader sono intervenuti Donato Bergamini, imprenditore, e Marco Cabrini, esperto di industria, che hanno illustrato la situazione tragica attuale, Francesco Fantuzzi, esperto di ambiente che ha parlato delle ultime speculazioni sulle materie prime, e Giorgio Bedeschi, il mitico sindaco di Viano, che ha riassunto brevemente la sua esperienza e ha annunciato la sua prossima corsa sotto le nostre bandiere.

Ancora una volta Paragone è stato l’unico ad additare con chiarezza la causa dei problemi attuali: l’Unione europea. E ancora una volta è stato l’unico a ricordare che l’Italia esisteva anche prima che nascesse l’Unione europea, anzi, allora eravamo la quarta potenza industriale nel mondo. Questo grazie al fatto che avevamo una nostra moneta, la tanto vituperata liretta che ci ha reso ricchi, mentre l’osannato euro, oggi, ci sta riducendo sul lastrico. Quando Paragone ha posto la domanda retorica tipica degli euroinomani: “Se usciamo dall’Europa dove andiamo?”, rispondendosi al volo “Da nessuna parte! Restiamo in Italia!”, è esploso un applauso fragoroso ed entusiasta. Non le ha mandate a dire a Draghi e ha ribadito la richiesta del partito, al quale non basta l’eliminazione del green pass, ma che esige anche la cancellazione di tutti i dati raccolti tramite esso.

Una richiesta di libertà e di civiltà, portata avanti da un movimento che questi valori li difenderà sempre perché li ha nel DNA.

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