di Erica Romani

Mentre siamo distratti dall’inflazione, dalle vicende in Brasile, negli Stati Uniti, in Ucraina, ecc. domani, il 10 gennaio 2023, avrà luogo in Vaticano una riunione che segnerà una svolta epocale – secondo noi – nei rapporti tra la FEDE e le NUOVE TECNOLOGIE.

Le religioni abramitiche (Cristianesimo, Ebraismo e Islamismo) in tutte le loro multiforme componenti dovrebbero essere pronte per firmare un documento per promuovere l’algoretica. Documento che esamineremo quando verrà reso pubblico.

Probabilmente per tanti è la prima volta che sentono il termine ALGORETICA perché in effetti è una parola nuova che è entrata nei nostri dizionari solo da qualche anno, e si riferisce ai problemi etici collegati all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, in particolare degli strumenti che si basano sugli algoritmi.

Insomma, si tratta di una bella trovata delle religioni per rivestire con un abito religioso quella nuova tecnologia che c’introdurrà in un mondo nuovo con delle nuove tecnologie più o meno note… Queste trasformazioni epocali non riguarderanno solo l’economia, il sistema sanitario, il sistema scolastico, ecc. ma anche quello religioso. Si parla sempre più insistentemente di intelligenza artificiale, computer quantistici, dispositivi elettronici quantistici, ecc.

Quello che stiamo vivendo è un periodo di grande trasformazione con conseguente fermento pure per la ricerca applicata. Un fermento che, però, non è solo tecnologico.  Il fatto che il Vaticano si faccia promotore di una conferenza del genere per firmare un documento con le tre religioni monoteiste (documento che poi arriverà pure alle altre religioni) ci fa capire come il mondo “spirituale” (virgolettato) non si a poi così distante dal mondo materiale.

Oggi si parla di ALGORETICA e di umanesimo dei dati, proprio per dare una parvenza di moralità alla gestione e all’accentramento di tutto quel flusso di informazioni che ormai girano sulla rete che, francamente, preoccupa. La chiamano ALGORETICA mentre sarebbe più corretta chiamarla ALGOCRAZIA, ossia “governo del ritmo” o dell’intelligenza artificiale che tanti timori solleva.

Il futuro è già qui. Dimentichiamoci il mondo come l’abbiamo conosciuto fino adesso, perché ne è in arrivo un altro totalmente diverso. Un mondo che è già pronto pure se ancora non ci è stato presentato.

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